Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: fino a 20.000 euro a fondo perduto per PMI e professionisti

Il MIMIT mette a disposizione 150 milioni di euro per PMI e professionisti attraverso Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: un contributo a fondo perduto fino al 50% (massimo 20.000 euro) per acquistare servizi cloud e cybersecurity qualificati ACN.

Quasi una PMI italiana su quattro ha subito almeno una violazione informatica negli ultimi tre anni (Cyber Index PMI 2025). Il nuovo Voucher Cloud e Cybersecurity 2026, pubblicato con decreto ministeriale del 18 luglio 2025, sostiene la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security. Prevede 150 milioni di euro a fondo perduto per aiutare PMI e lavoratori autonomi ad adottare servizi cloud sicuri e strumenti di protezione informatica certificati.

Cos’è il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 e quanto vale

Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili per servizi cloud e cybersecurity, fino a un massimo di 20.000 euro per impresa, sotto forma di contributo a fondo perduto in regime de minimis.

La misura, finanziata dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, stanzia complessivamente 150 milioni di euro, di cui circa 71 milioni riservati alle imprese del Mezzogiorno. Il contributo è a fondo perduto: significa che non va restituito, a differenza di un prestito agevolato. La soglia minima di spesa per accedere è 4.000 euro. Quindi, anche un piccolo investimento, per esempio un firewall di nuova generazione più un anno di antivirus gestito, rientra nei parametri. L’agevolazione funziona in regime de minimis. Significa che si cumula con altri incentivi pubblici già ricevuti, purché il totale non superi i 300.000 euro nell’arco di tre esercizi fiscali.

Anche una spesa di 4.000 euro per un firewall e un antivirus dà diritto a 2.000 euro di rimborso a fondo perduto.

Chi può richiedere il voucher: requisiti per PMI e professionisti

Possono accedere tutte le PMI e i lavoratori autonomi con partita IVA che dispongono di una connessione internet con velocità minima di 30 Mbit/s in download.

Il voucher è destinato a micro, piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi, compresi i liberi professionisti titolari di partita IVA. C’è però un prerequisito tecnico spesso sottovalutato: serve una connessione internet con almeno 30 Mbit/s in download al momento della domanda. Secondo i dati ISTAT 2025, il livello di digitalizzazione di base delle PMI italiane ha raggiunto l’88,3% dell’obiettivo europeo. Tuttavia, tra le microimprese con meno di dieci addetti, solo il 31% dispone di banda ultralarga superiore a 100 Mbit/s.. Se hai ancora un’ADSL lenta, verifica innanzitutto la disponibilità della fibra FTTH o FTTC al tuo indirizzo. Una volta attivata la nuova connessione, puoi presentare domanda per il voucher.

Non possono accedere le imprese nei settori esclusi dal regolamento de minimis (pesca, agricoltura primaria, alcuni trasporti). Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

Quali spese copre il voucher: servizi cloud e cybersecurity ammessi

L’acquisizione dei servizi può avvenire tramite acquisto diretto, sottoscrizione di abbonamenti o una combinazione di entrambe le modalità, fermo restando che restano in ogni caso escluse dalle agevolazioni le spese, anche in abbonamento, per servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso dai beneficiari.

Le spese finanziabili riguardano:

  • Hardware per la cybersecurity, quali: firewall, NGFW, dispositivi anti-intrusione(IPS), routher e switch sicuri.
  • Software per la cybersecurity, quali: antivirus, antimalware, SIEM, criptografia, monitoraggio delle reti e gestione delle vulnerabilità.
  • Servizi di infrastrutture cloud (IaaS, PaaS),quali: storage e backup, virtual machine, VPN, database, DDoS.
  • Servizi SaaS Cloud, quali: soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM).
  • Servizio professionali relativi alla configurazione, supporto e monitoraggio. Tali servizi sono ammissibili fino a un massimo del 30% del totale del piano di spesa.

Tutti i servizi devono provenire da fornitori iscritti nell’elenco MIMIT e qualificati ACN: verifica prima di acquistare.

Come presentare la domanda: tempi e procedura passo per passo

La procedura è a sportello (ordine cronologico, fino a esaurimento fondi). Primo step: i fornitori si iscrivono all’elenco MIMIT entro il 23 aprile 2026. Poi si apre lo sportello per le imprese, con date da definire.

Il meccanismo segue due fasi distinte. Nella prima fase, già in corso, i fornitori di servizi cloud e cybersecurity si accreditano nell’elenco ufficiale del Ministero: con il Decreto Direttoriale del 22 aprile 2026 è disposta la proroga fino alle ore 12 del 27 maggio 2026 per l’invio al Ministero delle istanze di iscrizione. Nella seconda fase, conclusa la formazione dell’elenco fornitori, il MIMIT aprirà lo sportello per le domande delle imprese. Le date precise saranno definite con un successivo decreto direttoriale. La procedura è a sportello: le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento dei 150 milioni disponibili. Questo significa che conviene essere pronti il giorno dell’apertura.

Per presentare domanda, servono: i dati dell’impresa, la descrizione dei servizi scelti con il nome del fornitore accreditato, la durata del piano di spesa (massimo 12 mesi per acquisto diretto, minimo 24 mesi per abbonamento), l’importo delle spese e del contributo richiesto, e una PEC attiva. Bisogna anche dichiarare lo stato di partenza in termini di cloud e cybersecurity e dimostrare che i servizi richiesti rappresentano un upgrade reale. L’istruttoria del Ministero si conclude entro 60 giorni dalla presentazione. Se approvata, il contributo viene erogato in massimo due tranche: la prima al raggiungimento del 50% della spesa, la seconda a completamento.

Prepara subito PEC, DURC aggiornato e preventivi dai fornitori accreditati per essere pronto all’apertura dello sportello.

Perché investire ora in cloud e cybersecurity: i numeri del rischio

Nel 2025 gli incidenti cyber in Italia sono saliti a 309 (+11,5% sul 2024) e il mercato cybersecurity ha raggiunto 2,78 miliardi di euro (+12%), segnale che le imprese stanno reagendo, ma le PMI restano il bersaglio più esposto.

I dati del Rapporto Clusit 2026 parlano chiaro: tra il 2024 e il 2025 la frequenza degli incidenti informatici a livello globale è cresciuta del 48,7%, il dato più alto mai registrato. In Italia, il cybercrime rappresenta il 60,9% degli incidenti, con 309 casi gravi censiti nel solo 2025. Per una piccola attività senza firewall, senza backup in cloud e senza un antivirus professionale, il rischio non è teorico: un attacco ransomware che blocca il gestionale, le email e i dati dei clienti può costare da 5.000 a 50.000 euro tra riscatto, ripristino e giorni di inattività. Se gestisci un e-commerce, uno studio di consulenza o un laboratorio artigianale con fatturazione elettronica, il voucher è l’occasione per proteggerti coprendo metà della spesa.

Il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto nel 2025 un valore di 2,78 miliardi di euro (CorrieComunicazioni), a dimostrazione che le imprese più strutturate stanno investendo. Sul fronte cloud, l’Osservatorio Cloud Transformation del PoliMi registra una spesa delle PMI in Public & Hybrid Cloud pari a 690 milioni di euro (+18%) nel 2025, con un tasso di adozione stabile al 67%. Il voucher MIMIT serve ad accelerare proprio quel 33% di PMI che non ha ancora fatto il passo, e a portare chi ha soluzioni base verso servizi più avanzati e sicuri.

Con metà della spesa coperta dallo Stato, il costo di non investire in sicurezza è oggi superiore al costo dell’investimento.

Verifica la copertura fibra nel tuo indirizzo

Il requisito di connettività minima a 30 Mbit/s è il primo ostacolo da superare per accedere al voucher. Prima di contattare un fornitore di servizi cloud, verifica in pochi secondi se la fibra è disponibile nella sede della tua attività.

Inserisci l’indirizzo della tua azienda per vedere immediatamente gli operatori disponibili e la tecnologia raggiungibile (FTTH, FTTC o FWA).

Conclusione

Il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 è un’opportunità concreta per le piccole imprese e i professionisti che vogliono proteggersi dagli attacchi informatici e spostare i propri strumenti di lavoro su piattaforme cloud sicure e certificate. Con un contributo a fondo perduto fino a 20.000 euro e una soglia d’ingresso di soli 4.000 euro di spesa, la misura è accessibile anche per le attività più piccole. Il consiglio pratico: verifica oggi stesso la tua copertura fibra, assicurati di avere almeno 30 Mbit/s, e inizia a raccogliere preventivi da fornitori qualificati ACN. Quando lo sportello aprirà, chi avrà già la documentazione pronta avrà un vantaggio decisivo su una procedura a esaurimento fondi.

FAQ Voucher Cloud e Cybersecurity 2026

Quanto vale il Voucher?

Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro per impresa o professionista. Il contributo è a fondo perduto, quindi non va restituito. La soglia minima di spesa è 4.000 euro: sotto questa cifra non è possibile presentare domanda. Ad esempio, un piano di spesa da 10.000 euro per firewall, backup cloud e antivirus gestito dà diritto a 5.000 euro di contributo.

Quando apre lo sportello per le domande delle imprese?

La data di apertura dello sportello per le PMI e i lavoratori autonomi non è ancora stata fissata. Il MIMIT la definirà con un decreto direttoriale dopo la chiusura dell’elenco fornitori, prevista per il 23 aprile 2026. La procedura è a sportello con ordine cronologico, quindi conviene monitorare il sito MIMIT e preparare in anticipo tutta la documentazione: PEC, DURC, visura camerale, preventivi dal fornitore accreditato.

Serve la fibra per accedere al voucher?

Non necessariamente la fibra, ma serve una connessione con almeno 30 Mbit/s in download al momento della domanda. Questa velocità si raggiunge tipicamente con FTTC (fibra mista rame) o FTTH (fibra fino in ufficio), ma anche con FWA (connessione wireless) in alcune aree. Un’ADSL tradizionale, che raramente supera i 15-20 Mbit/s, non è sufficiente. Puoi verificare gratuitamente la copertura nel tuo indirizzo con lo strumento di Fibermap.

Posso usare il voucher per un antivirus qualsiasi?

No. Tutti i servizi acquistati con il voucher devono essere qualificati ACN di livello QC1 (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) e forniti da operatori iscritti nell’elenco ufficiale del MIMIT. Non è ammesso l’acquisto di prodotti identici a quelli già in uso: il piano di spesa deve dimostrare un upgrade concreto rispetto alla situazione di partenza. La lista dei fornitori accreditati sarà disponibile dopo il 23 aprile 2026.

Il voucher è cumulabile con altri incentivi?

Sì, il contributo è concesso in regime de minimis (regolamento UE 2023/2831) e può essere cumulato con altri aiuti di Stato, a condizione che il totale degli aiuti de minimis ricevuti non superi i 300.000 euro nell’arco di tre esercizi fiscali. Quindi se hai già ricevuto altri incentivi pubblici, come il credito d’imposta 4.0 o voucher regionali, puoi comunque accedere, verificando di non superare il tetto complessivo.

Immagine di Tijana Radojicic

Tijana Radojicic

Dopo una solida esperienza in Retelit nel settore vendite nel mondo delle telecomunicazioni, oggi faccio parte del team Marketing & Communication – area Digital. Mi occupo della creazione di contenuti B2B per i magazine online dei siti Fibermap e Retelit, analizzando trend, innovazioni e scenari dei mercati ICT e TLC, con l’obiettivo di supportare le aziende nelle scelte tecnologiche e di business.

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