Il voucher cloud e cybersecurity copre il 50% della spesa in servizi cloud e di sicurezza informatica, fino a 20.000 euro. Le domande si inviano dalle 12:00 del 10 novembre 2026 e vengono istruite in ordine di arrivo: la compilazione, con servizi e fornitore abilitato, è aperta dal 20 ottobre.
Il MIMIT mette a disposizione 150 milioni di euro per PMI e professionisti attraverso Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: un contributo a fondo perduto fino al 50% (massimo 20.000 euro) per acquistare servizi cloud e cybersecurity qualificati ACN.
Quasi una PMI italiana su quattro ha subito almeno una violazione informatica negli ultimi tre anni (Cyber Index PMI 2025). Il nuovo Voucher Cloud e Cybersecurity 2026, pubblicato con decreto ministeriale del 18 luglio 2025, sostiene la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security. Prevede 150 milioni di euro a fondo perduto per aiutare PMI e lavoratori autonomi ad adottare servizi cloud sicuri e strumenti di protezione informatica certificati.
La procedura è già in corso. Dal 20 ottobre 2026 le imprese possono compilare e firmare la domanda sul portale della misura; dalle 12:00 del 10 novembre la trasmettono. Le domande vengono istruite nell’ordine in cui arrivano, fino a esaurimento dei fondi: per questo conta presentarsi all’apertura dello sportello con la domanda già pronta.
Cos’è il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 e quanto vale
Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili per servizi cloud e cybersecurity, fino a un massimo di 20.000 euro per impresa, sotto forma di contributo a fondo perduto in regime de minimis.
La misura, finanziata dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, stanzia complessivamente 150 milioni di euro, di cui circa 71 milioni riservati alle imprese del Mezzogiorno. Il contributo è a fondo perduto: significa che non va restituito, a differenza di un prestito agevolato. La soglia minima di spesa per accedere è 4.000 euro. Quindi, anche un piccolo investimento, per esempio un firewall di nuova generazione più un anno di antivirus gestito, rientra nei parametri. L’agevolazione funziona in regime de minimis. Significa che si cumula con altri incentivi pubblici già ricevuti, purché il totale non superi i 300.000 euro nell’arco di tre esercizi fiscali.
Anche una spesa di 4.000 euro per un firewall e un antivirus dà diritto a 2.000 euro di rimborso a fondo perduto.
Chi può richiedere il voucher: requisiti per PMI e professionisti
Possono accedere tutte le PMI e i lavoratori autonomi con partita IVA che dispongono di una connessione internet con velocità minima di 30 Mbit/s in download.
Il voucher è destinato a micro, piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi, compresi i liberi professionisti titolari di partita IVA. C’è però un prerequisito tecnico spesso sottovalutato: serve una connessione internet con almeno 30 Mbit/s in download al momento della domanda. Secondo i dati ISTAT 2025, il livello di digitalizzazione di base delle PMI italiane ha raggiunto l’88,3% dell’obiettivo europeo. Tuttavia, tra le microimprese con meno di dieci addetti, solo il 31% dispone di banda ultralarga superiore a 100 Mbit/s. Se hai ancora un’ADSL lenta, verifica innanzitutto la disponibilità della fibra FTTH o FTTC al tuo indirizzo. Una volta attivata la nuova connessione, puoi presentare domanda per il voucher.
Non possono accedere le imprese nei settori esclusi dal regolamento de minimis (pesca, agricoltura primaria, alcuni trasporti). Ogni soggetto può presentare una sola domanda.
Quali spese copre il voucher: servizi cloud e cybersecurity ammessi
L’acquisizione dei servizi può avvenire tramite acquisto diretto, sottoscrizione di abbonamenti o una combinazione di entrambe le modalità, fermo restando che restano in ogni caso escluse dalle agevolazioni le spese, anche in abbonamento, per servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso dai beneficiari.
Le spese finanziabili riguardano:
- Hardware per la cybersecurity, quali: firewall, NGFW, dispositivi anti-intrusione (IPS), router e switch sicuri.
- Software per la cybersecurity, quali: antivirus, antimalware, SIEM, crittografia, monitoraggio delle reti e gestione delle vulnerabilità.
- Servizi di infrastrutture cloud (IaaS, PaaS), quali: storage e backup, virtual machine, VPN, database, DDoS.
- Servizi SaaS Cloud, quali: soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM).
- Servizi professionali relativi alla configurazione, supporto e monitoraggio. Tali servizi sono ammissibili fino a un massimo del 30% del totale del piano di spesa.
Elenco dei fornitori abilitati: dove si consulta e come si sceglie
Il MIMIT ha pubblicato l’elenco dei soggetti abilitati a fornire i servizi agevolabili. Le spese sono ammissibili solo se i servizi vengono acquistati da fornitori presenti in elenco, che vanno indicati nella domanda insieme ai codici dei servizi scelti.
Con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito l’elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei servizi e dei prodotti agevolabili. L’elenco è consultabile sul portale dedicato gestito da Invitalia, con accesso tramite identità digitale. Per l’impresa cambia l’ordine delle operazioni: prima si individua il fornitore in elenco, poi si costruisce il piano di spesa. Un preventivo firmato con un fornitore non abilitato non dà diritto al contributo.
Cosa valutare nella scelta del fornitore
Nella scelta è importante verificare alcuni aspetti che incidono direttamente sull’ammissibilità e sulla costruzione del progetto:
- Servizi qualificati ACN: i fornitori in elenco erogano servizi conformi ai requisiti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. È il filtro che distingue un’offerta ammissibile da una generica.
- Upgrade reale: restano escluse le spese per servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso. Il preventivo deve descrivere un salto di livello rispetto alla situazione di partenza.
- Codici e nomi in domanda: la domanda riporta il nome di ciascun fornitore e i codici identificativi che l’elenco attribuisce a ogni servizio o prodotto. L’offerta del fornitore va allegata e deve riportare gli stessi codici, con le voci di costo.
Prima di scegliere il fornitore, è importante verificare che il soggetto individuato sia abilitato alla fornitura dei servizi e dei prodotti agevolabili previsti dalla misura, facendo riferimento all’elenco dei soggetti abilitati. È inoltre importante considerare che ogni impresa può presentare una sola domanda. Pertanto, se l’azienda intende accedere all’agevolazione per più servizi o prodotti di categorie diverse, conviene valutare fornitori in grado di offrire tutte le soluzioni necessarie: un unico interlocutore semplifica l’offerta da allegare alla domanda e la gestione del piano di spesa. Tra i fornitori presenti nell’elenco figura anche Retelit, la cui offerta comprende servizi e prodotti agevolabili appartenenti a tutte le categorie previste dalla misura.
I servizi accessori sono ammessi fino al 30% del piano di spesa: vanno quindi dimensionati insieme alla componente cloud o di sicurezza, non aggiunti dopo.
Come presentare la domanda: tempi e procedura passo per passo
La procedura si articola in due fasi. La prima si è chiusa: i fornitori di servizi cloud e di sicurezza informatica hanno presentato la richiesta di abilitazione entro le ore 12 del 27 maggio 2026. Con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026 il MIMIT ha pubblicato l’elenco definitivo dei soggetti abilitati, consultabile sul portale dedicato gestito da Invitalia con accesso tramite identità digitale.
La seconda fase è in corso. Il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 divide la presentazione della domanda in due passaggi, entrambi sulla procedura informatica della misura, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Lo sportello è gestito da Invitalia per conto del MIMIT.
- Dalle 12:00 del 20 ottobre 2026 (fase aperta): compilazione. L’impresa inserisce i dati, i servizi scelti e i fornitori abilitati, e carica l’offerta. La piattaforma genera un modulo PDF non modificabile, che il legale rappresentante firma digitalmente e ricarica. A quel punto viene rilasciato il codice di predisposizione domanda, necessario per l’invio.
- Dalle 12:00 del 10 novembre 2026: invio. L’impresa accede alla piattaforma e inserisce il codice di predisposizione. La piattaforma rilascia l’attestazione di presentazione e il CUP (codice unico di progetto), da riportare su ogni fattura del piano di spesa. Vale l’ordine cronologico di invio.
- Fino alle 12:00 del 20 gennaio 2027: lo sportello resta aperto, salvo esaurimento anticipato dei 150 milioni di euro stanziati. In quel caso il MIMIT comunica la chiusura anticipata.
Per presentare domanda, servono: i dati dell’impresa, la descrizione dei servizi scelti con il nome del fornitore accreditato, la durata del piano di spesa (massimo 12 mesi per acquisto diretto, minimo 24 mesi per abbonamento), l’importo delle spese e del contributo richiesto, e una PEC attiva. Bisogna anche dichiarare lo stato di partenza in termini di cloud e cybersecurity e dimostrare che i servizi richiesti rappresentano un upgrade reale. L’istruttoria del Ministero si conclude entro 60 giorni dalla presentazione. Se approvata, il contributo viene erogato in massimo due tranche: la prima al raggiungimento del 50% della spesa, la seconda a completamento.
Cosa fare prima delle 12:00 del 10 novembre
Una domanda incompleta non è ricevibile, e il codice di predisposizione si ottiene solo con il modulo firmato. Prima dell’apertura dello sportello conviene quindi verificare cinque punti:
- Codice di predisposizione: la compilazione deve essere completa, con il modulo firmato digitalmente dal legale rappresentante e caricato sulla piattaforma.
- Offerta del fornitore: deve riportare i codici dei servizi presenti in elenco, le voci di costo, lo stato di partenza dell’azienda e il miglioramento che i nuovi servizi introducono.
- Dichiarazioni: connessione di almeno 30 Mbps in download, rispetto del tetto de minimis e stipula della polizza assicurativa contro le catastrofi naturali prevista dalla legge di bilancio 2024.
- Nessun acquisto anticipato: le spese sono ammissibili solo se sostenute dopo la presentazione della domanda. Un contratto o un abbonamento firmato prima dell’invio resta escluso dal contributo.
- Organizzazione dell’invio: la persona incaricata deve avere credenziali attive e il codice di predisposizione a disposizione all’apertura dello sportello.
Lo sportello segue l’ordine di arrivo: chi alle 12:00 del 10 novembre ha già il codice di predisposizione può inviare la domanda subito.
Perché investire ora in cloud e cybersecurity: i numeri del rischio
Nel 2025 gli incidenti cyber in Italia sono saliti a 309 (+11,5% sul 2024) e il mercato cybersecurity ha raggiunto 2,78 miliardi di euro (+12%), segnale che le imprese stanno reagendo, ma le PMI restano il bersaglio più esposto.
I dati del Rapporto Clusit 2026 parlano chiaro: tra il 2024 e il 2025 la frequenza degli incidenti informatici a livello globale è cresciuta del 48,7%, il dato più alto mai registrato. In Italia, il cybercrime rappresenta il 60,9% degli incidenti, con 309 casi gravi censiti nel solo 2025. Per una piccola attività senza firewall, senza backup in cloud e senza un antivirus professionale, il rischio non è teorico: un attacco ransomware che blocca il gestionale, le email e i dati dei clienti può costare da 5.000 a 50.000 euro tra riscatto, ripristino e giorni di inattività. Se gestisci un e-commerce, uno studio di consulenza o un laboratorio artigianale con fatturazione elettronica, il voucher è l’occasione per proteggerti coprendo metà della spesa.
Il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto nel 2025 un valore di 2,78 miliardi di euro (CorCom), a dimostrazione che le imprese più strutturate stanno investendo. Sul fronte cloud, l’Osservatorio Cloud Transformation del PoliMi registra una spesa delle PMI in Public & Hybrid Cloud pari a 690 milioni di euro (+18%) nel 2025, con un tasso di adozione stabile al 67%. Il voucher MIMIT serve ad accelerare proprio quel 33% di PMI che non ha ancora fatto il passo, e a portare chi ha soluzioni base verso servizi più avanzati e sicuri.
Con metà della spesa coperta dallo Stato, il costo di non investire in sicurezza è oggi superiore al costo dell’investimento.
Conclusione
Il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 è un’opportunità concreta per le piccole imprese e i professionisti che vogliono proteggersi dagli attacchi informatici e spostare i propri strumenti di lavoro su piattaforme cloud sicure e certificate. Con un contributo a fondo perduto fino a 20.000 euro e una soglia d’ingresso di soli 4.000 euro di spesa, la misura è accessibile anche per le attività più piccole. Il consiglio pratico: verifica oggi stesso la tua copertura fibra, assicurati di avere almeno 30 Mbit/s, e inizia a raccogliere preventivi da fornitori qualificati ACN.
La compilazione è aperta dal 20 ottobre e l’invio parte alle 12:00 del 10 novembre 2026. Su uno sportello che procede in ordine di arrivo fino a esaurimento dei fondi, il vantaggio concreto è di chi arriva all’apertura con il fornitore scelto, l’offerta allegata e la domanda già firmata.
Domande frequenti sul Voucher Cloud e Cybersecurity 2026
Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro per impresa o professionista. Il contributo è a fondo perduto, quindi non va restituito. La soglia minima di spesa è 4.000 euro: sotto questa cifra non è possibile presentare domanda. Ad esempio, un piano di spesa da 10.000 euro per firewall, backup cloud e antivirus gestito dà diritto a 5.000 euro di contributo.
Le domande si inviano dalle 12:00 del 10 novembre 2026 alle 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato dei fondi. La compilazione è già aperta dalle 12:00 del 20 ottobre 2026. Le date sono fissate dal decreto direttoriale MIMIT del 4 agosto 2026. La valutazione segue l’ordine cronologico di invio.
È a sportello. Non esiste una graduatoria di merito: le domande vengono istruite in ordine cronologico di invio, fino a esaurimento dei 150 milioni di euro. Chi alle 12:00 del 10 novembre ha già il codice di predisposizione può inviare la domanda appena lo sportello apre.
La domanda compilata, firmata digitalmente dal legale rappresentante e caricata in piattaforma, così da avere il codice di predisposizione necessario all’invio. Servono anche l’offerta di un fornitore abilitato con i codici dei servizi in elenco e la verifica del requisito di almeno 30 Mbit/s. Chi non è certo della propria linea può verificare la copertura dell’ufficio.
Sul portale dedicato gestito da Invitalia, raggiungibile dalla pagina della misura sul sito del MIMIT, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. L’elenco comprende operatori di connettività e provider di servizi cloud e di sicurezza: tra questi c’è anche Retelit, con soluzioni in tutte e cinque le categorie agevolabili.
Apre lo sportello per l’invio. L’impresa accede alla piattaforma e inserisce il codice di predisposizione ottenuto in fase di compilazione. La piattaforma rilascia l’attestazione di presentazione e il CUP, il codice unico di progetto da riportare su ogni fattura. Le domande vengono istruite in ordine di arrivo, entro 60 giorni.
Non necessariamente la fibra, ma serve una connessione con almeno 30 Mbit/s in download al momento della domanda. Questa velocità si raggiunge tipicamente con FTTC (fibra mista rame) o FTTH (fibra fino in ufficio), ma anche con FWA (connessione wireless) in alcune aree. Un’ADSL tradizionale, che raramente supera i 15-20 Mbit/s, non è sufficiente. Puoi verificare gratuitamente la copertura nel tuo indirizzo con lo strumento di Fibermap.
No. I servizi devono essere qualificati ACN e forniti da operatori iscritti nell’elenco ufficiale del MIMIT, pubblicato con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026 e consultabile sul portale gestito da Invitalia. Non sono ammessi prodotti con prestazioni analoghe a quelli già in uso: deve trattarsi di un upgrade concreto rispetto alla situazione di partenza.
Sì, il contributo è concesso in regime de minimis (regolamento UE 2023/2831) e può essere cumulato con altri aiuti di Stato, a condizione che il totale degli aiuti de minimis ricevuti non superi i 300.000 euro nell’arco di tre esercizi fiscali. Quindi se hai già ricevuto altri incentivi pubblici, come il credito d’imposta 4.0 o voucher regionali, puoi comunque accedere, verificando di non superare il tetto complessivo.
No. Le spese sono ammissibili solo se sostenute dopo la presentazione della domanda, e anche gli abbonamenti vanno sottoscritti dopo l’invio. Un contratto firmato prima del 10 novembre, o comunque prima della propria data di invio, resta escluso dal contributo.